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Inno all'esplorazione, alla scoperta, all'interrogazione

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Maurice Merleau-Ponty

"Il mondo non è ciò che vedo, ma ciò che vive in me"

Ecco chi sono

Sono Lorena, una viaggiatrice dell’anima e del mondo, una lettrice affamata di storie, una psicologa che crede nel potere della parola e dell’ascolto.
 

La mia radice affonda nella luce calda di Napoli, ma il vento della curiosità mi ha portata lontano, tra paesi e culture che ho imparato a sentire come casa. Oggi casa è Bologna, ma so che domani potrebbe essere ovunque il cuore mi chiami.

Mi sono laureata in Psicologia Clinica tra due mondi, Italia e Colombia, lasciandomi attraversare da prospettive diverse. 
 

Nel tempo sospeso della pandemia, ho nutrito la mia sete di conoscenza con percorsi che mi hanno portata a esplorare la Psicologia dell'Emergenza, la Psicologia Giuridica, la Neuropsicologia, e naturalmente la Clinica.  

Studiando, ascoltando, osservando, ho capito che ogni storia merita di essere raccontata, capita, accolta.

 

Oggi vivo il mio lavoro tra Bologna, Mestrino (Padova) e Salvaterra (Reggio Emilia), spaziando tra valutazioni psicodiagnostiche, riabilitazione cognitiva, supporto psicologico e consulenze forensi.

Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna (n. 10640) e continuo il mio viaggio nella psicoterapia ad orientamento cognitivo-neuropsicologico.

E poi leggo, perché le parole mi nutrono.
E poi viaggio, perché il mondo è troppo vasto per restare fermi.

 

📩 Se vuoi conoscermi meglio, scrivimi.

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"Essere significa essere nel mondo." – Martin Heidegger

Il mio orientamento è cognitivo-neuropsicologico, un approccio che integra la profondità della psicologia cognitiva con la comprensione neurobiologica dei processi mentali. Questo significa che nel mio lavoro non mi limito a osservare il comportamento o il sintomo in sé, ma cerco di comprenderne le radici, esplorando il modo in cui la persona costruisce il significato della propria esperienza, come percepisce sé stessa e il mondo, e come i processi cognitivi e affettivi si intrecciano nel dare forma alla sua identità.Attraverso questo approccio, ogni difficoltà psicologica viene letta come il risultato di una complessa interazione tra la storia personale, le esperienze vissute e il funzionamento del sistema nervoso. Non si tratta solo di "curare" un sintomo, ma di comprendere la sofferenza, restituendole senso e collocandola nella storia dell’individuo. In questa prospettiva, il paziente non è mai un insieme di disturbi o deficit, ma una persona con una storia unica e irripetibile, con il diritto di essere ascoltata senza pregiudizi e accompagnata nella costruzione di nuove possibilità di esistenza.Il mio lavoro si basa su un’ermeneutica della soggettività, ovvero sulla comprensione profonda della persona nella sua unicità, e su un’attenzione costante ai correlati neurobiologici del funzionamento mentale. Il dialogo terapeutico diventa uno spazio in cui emergono nuove narrazioni, in cui è possibile rielaborare il proprio vissuto e riscoprire nuove traiettorie di senso. L’obiettivo non è solo il benessere immediato, ma una trasformazione più profonda: aiutare la persona a riconoscersi, a ritrovare coerenza nella propria storia e a riscoprire il proprio spazio nel mondo.

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